Intorno agli anni Ottanta, la realizzazione di quartieri residenziali ha portato ad un lento abbandono dei centri storici. Contemporaneamente, le attività produttive venivano dislocate in aree esterne alla città, lasciando al loro posto ampie aree degradate e inutilizzate, sia nei centri storici che quartieri limitrofi .

Questi cambiamenti hanno influenzato le scelte urbanistiche delle amministrazioni comunali, sempre più orientate alla valorizzazione di aree dismesse.

In questa direzione si è mossa anche Andria, che dal 1985 al 1992 si è dedicata alla ristrutturazione di case e appartamenti in centro storico, in particolare nel comune di Correggio, per poi passare, negli anni successivi, alla riqualificazione delle zone adiacenti.

Il progetto implicava un compito delicato e importante: trasformare anonimi spazi in “luoghi urbani”, in aree cariche di interesse e di significato. Per raggiungere questo obiettivo, è stato necessario studiare le caratteristiche storiche, morfologiche e urbanistiche del territorio, che hanno fornito le premesse indispensabili per la progettazione.