Per una giovane coppia che decide di mettere insieme le proprie forze e realizzare un progetto di vita comune, la casa costituisce un punto di partenza, sia simbolico che fisico. All’inizio di questo percorso, costruire case per giovani coppie non è facile: desideri e possibilità economiche camminano spesso in due opposte direzioni, ed è per questo che la loro prima esigenza diventa quella di un’abitazione a prezzi contenuti. Gli spazi non costituiscono ancora una preoccupazione concreta, ma lo saranno con l’evoluzione del nucleo familiare: l’aumento dei componenti richiederà certamente una casa più grande. Come trovare allora il giusto compromesso tra il bisogno di acquistare in un immediato presente, la necessità di contenere i costi, e il desiderio di realizzare l’abitazione dei loro sogni, in un futuro non troppo lontano?

Andria ha colto le difficoltà e le esigenze che si pongono davanti ad una giovane coppia: la sua risposta è stata “Case per Gio.Co”, case per giovani coppie flessibili e creative che “crescono” nel tempo, insieme alle esigenze del nucleo familiare.
La sigla “Gio.Co” (letteralmente “Giovani Coppie“) richiama insieme destinatari e intenzioni del piano della cooperativa: l’allusione alla parola “gioco” rimanda infatti alla volontà di realizzare una soluzione creativa e, nel caso specifico, “espandibile”.

 

Come nascono le case per giovani coppie

Le “case per Gio.Co” infatti sono abitazioni per giovani coppie parzialmente “autocostruibili”: piccole all’inizio, si prestano ad aumentare il loro volume, seguendo le variazioni del nucleo familiare.
L’ipotesi progettuale di Andria trae ispirazione dalla teoria di Habraken espressa in “Strutture per una residenza alternativa”: nell’abitazione viene individuata una parte stabile, definita “supporti”, e una parte mobile, di “autocostruzione”, che viene definita “unità staccabile”.
La cooperativa ha pertanto dato in appalto all’impresa tutte le parti pesanti del processo edificativo: la “soluzione base” già abitabile, viene consegnata agli utenti che, quando vorranno, potranno intervenire sulle parti più leggere, personalizzando la loro abitazione.
Una soluzione che evita, per riprendere ancora le parole di Habraken, che “l’abitante della città moderna sia un nomade che si sposta da un luogo all’altro senza partecipare all’evoluzione del suo ambiente”.

Per rendere comprensibile il progetto, Andria ha realizzato una casa in dimensione reale (con mattoncini di plastica ed arredi di polistirolo), presso il Laboratorio Tipologico Nazionale di proprietà del Ministero dei Lavori Pubblici (C.E.R.) e in gestione a OIKOS ricerche.
Alla mattina, è stata mostrata la casa nella “versione base”, per poi arrivare, nel pomeriggio, alla “versione evoluta”. Per i progettisti, abituati a pensare in modo tridimensionale, a possedere lo spazio, questa verifica ha rappresentato una conferma dei loro obbiettivi. Per le giovani coppie, un’esperienza che ha consolidato la fiducia nel progetto e l’entusiasmo nei confronti della loro futura abitazione.

 

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