Cooperativa di AbitantiGiuliano Poletti – Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

Una cooperativa, diversamente da ogni altra impresa, non è direttamente collegata all’imprenditore ed alla sua esistenza.
Una cooperativa ha la missione di durare nel tempo, trasferendo uno strumento che si è dimostrato valido da una generazione di soci che lo ha utilizzato ad una nuova generazione.
E’ così anche per la coop. Andria, che da 40 anni lavora come se non dovesse smettere mai, sapendo che la sua reputazione è un bene prezioso ed insostituibile e che la sua capacità di immaginare il futuro e trasformarlo in cose di oggi è una scommessa che deve essere vinta ogni giorno.
Ripetere ciò che si conosce può essere relativamente semplice.
Innovare la propria azione partendo dai bisogni e dalle ispirazioni degli uomini e delle donne, accettando i rischi della ricerca e della sperimentazione, richiede molta conoscenza e molta passione.
Ingredienti indispensabili per trasformare una normale cooperativa in una cooperativa eccellente.

 

 

Raymond Lorenzo – City Planner

Gli uomini di Andria non sono fatti così…è gente che si chiede, sempre “perché no?” e così hanno cominciato il loro consueto processo di ricerca e di progettazione, arduo ma felice. Conoscono dal loro vissuto e dalle loro indagini i loro concittadini ed il loro territorio.
Conoscono bene la storia delle più recenti innovazioni nel loro campo…..soprattutto quelle provenienti dall’estero, dove sono di più gli architetti e gli imprenditori che si chiedono “perché no?”.

Riconoscono, soprattutto, con il cuore che i primi partners delle loro ricerche di luoghi domestici d’amare sono i cooperatori stessi, i futuri abitanti delle case che non esistono ancora. Le case Gio.Co. sono nate così..
Nell’incrocio tra le competenze professionali e la sensibilità creativa di tutti i componenti di Andria e le esigenze, conoscenze, sogni capacità (anche nel poter trasformare fisicamente gli spazi delle proprie case) delle giovani coppie e cooperatori.

 

 

Arch. Piero Orlandi – Responsabile servizio Beni Architettonici e Ambientali Regione Emilia Romagna

Si parla molto, e spesso anche con poco costrutto, della partecipazione dei cittadini alle scelte in materia urbanistica, o degli abitanti alle decisioni in materia abitativa. Andria grazie alla sua elevatissima professionalità, dimostra con efficacia quanto la creatività e la ricerca progettuale unite a una propensione spiccata alla sperimentazione, a una forte dose di pragmatismo e ad innegabili capacità comunicative possano condurre a sdandard difficilmente riscontrabili e di produzione edilizia.
La cura dei particolari, la ricerca sui materiali e la varietà di soluzioni tecnologiche consentono peraltro di connotare questi interventi di edilizia residenziale con caratteristiche di architettura d’interni di elevata qualità.

 

 

Milli Romano – Docente di Antropologia Culturale – Accademia Belle Arti – Bologna

Nel libro di Italo Calvino le “Città Invisibili” Andria è la città costruita seguendo l’orbita dei pianeti. I suoi edifici e luoghi della vita in comune ripetono l’ordine delle costellazioni e la posizione degli astri più luminosi e lì la vita scorre calma come il moto dei corpi celesti e “acquista la necessità dei fenomeni non sottoposti all’arbitrio umano”. Del carattere dei suoi abitanti “meritano di essere ricordate due virtù: la sicurezza in sé stessi e la prudenza.
Convinti che ogni innovazione nella città influisca sul disegno del cielo, prima d’ogni decisione calcolano i rischi e i vantaggi per loro e per l’insieme delle città e dei mondi.”

Ispirandosi a queste linee guida la Cooperativa Andria, che si è costituita come Cooperativa di Abitanti, a Correggio e d’intorni, opera sul territorio e costruisce case e nuovi quartieri seguendo il filo di un abitare secondo letteratura, arte e poesia, rispecchiando il più possibile esigenze e desideri di chi quelle case abiterà. Cercando di dare corpo all’invisibile, si avvale di strumenti quali il laboratorio tipologico sperimentale cui collaborano, insieme agli architetti, gli ingegneri e altri specialisti, uno scrittore (Giuseppe Pederiali) e un artista (Emanuele Luzzati) cui sembra affidato il compito di costruire una memoria narrativa e fantastica del luogo nella quale gli abitanti possono sentirsi come parti di un racconto che dal passato si realizza attraverso do loro.